Ultimo aggiornamento del sito: 22 aprile 2015

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Consigli e suggerimenti per i cittadini
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Consigli per il risparmio energetico

Nella vita quotidiana bastano piccoli gesti per risparmiare energia, riduci il tuo consumo seguendo questi piccoli consigli

Riscaldamento

  • Regola la temperatura a non più di 18 – 19 °c
  • Non coprire i termosifoni
  • Spegni il riscaldamento quando in casa non c’è nessuno
  • Non aprire le finestre quando è acceso il riscaldamento
  • Installa i doppi vetri alle finestre per evitare dispersioni di calore
  • Durante la notte spegni la caldaia oppure regola il timer per farla riaccendere nelle prime ore della mattina, evitando di far funzionare la caldaia per tutta la notte
  • Controlla la caldaia periodicamente . è obbligatorio e tutela la tua sicurezza. Una caldaia ben funzionante consuma meno!
  • Usa i paraspifferi e, quando possibile, abbassa le tapparelle per evitare dispersioni di calore
  • Se hai il camino, chiudi la serranda di tiraggio quando è spento
  • Periodicamente spurga l’aria dai radiatori dell’impianto

Cucina

  • Colloca le padelle e le pentole su piastre di dimensione proporzionata al diametro
  • Copri le pentole con il coperchio durante la cottura, ove possibile
  • Spegni la piastra un po’ prima della fine della cottura per sfruttare il calore residuo
  • Utilizza il più possibile pentole a pressione

Acqua

  • Applica un regolatore di flusso ai rubinetti della tua casa : ogni anno puoi risparmiare migliaia di litri di acqua
  • Preferisci la doccia al bagno
  • Svolgi una corretta manutenzione per evitare perdite di acqua
  • Evita di far scorrere l’acqua mentre ti lavi i denti, ti fai la doccia o lavi i piatti quando non è necessario
  • Se possiedi uno scaldino elettrico, accendilo solo poco prima di usare l’acqua e regola la temperatura a non più di 60°C
  • Ove possibile, installa pannelli solari
  • Per l’irrigazione del tuo giardino, privilegia sistemi di irragazione a micropioggia e programmabili per il funzionamento notturno

Illuminazione

  • Sostituisci le lampadine ad incandescenza con quelle a basso consumo
  • Non tenere accese le lampadine quando non servono

Frigorifero

  • Non abbassare la temperatura del frigorifero sotto i 3 °C
  • Evita di aprirlo frequentemente
  • Sbrina periodicamente il frigorifero e pulisci le serpentine
  • Non mettere cibi caldi nel frigo e nel congelatore
  • Non riempirlo eccessivamente
  • Verifica lo stato delle guarnizioni di gomma dello sportello

Lavastoviglie

  • Avvia la lavatrice solo a pieno carico
  • Spegnila quando parte il programma di asciugatura : è sufficiente aprire lo sportello
  • Preferisci cicli di lavaggio a basse temperature
  • Scegli un programma economico se devi lavare poche stoviglie
  • Pulisci regolarmente il filtro

Forno

  • Utilizza il forno alla giusta temperatura
  • Effettua il preriscaldamento solo quando necessario
  • Se possibile, evita l’uso frequente del grill
  • Spegnilo un po’ prima di fine cottura per sfruttare il calore residuo
  • Preferisci i forni a microonde : consumano circa la metà dei tradizionali forni elettrici, non necessitano di preriscaldamento e mantengono intatte le proprietà nutritive dei cibi

Lavatrice

  • Avvia la lavatrice solo a pieno carico
  • Non lavare a temperature superiori ai 60°C
  • Pulisci regolarmente il filtro

Televisione, computer &co.

  • Quando non li utilizzi, spegni il pulsante principale dell’apparecchio e non lasciare accesa la luce rossa (led)

Quanta corrente consumano i miei elettrodomestici?

Per avere un’idea dei consumi energetici dei propri elettrodomestici bisogna leggere bene i documenti tecnici che li accompagnano. In caso di acquisto di nuovi apparecchi, inoltre, è bene scegliere anche tenendo conto dei dati contenuti nell’”etichetta energetica”. Se questa etichetta non è presente sugli apparecchi di cui già disponiamo, esistono vari siti internet che forniscono informazioni sui consumi di talune marche (ad es. www.energy-plus.org/italian/ o www.issi.it).
Altri sistemi per verificare i consumi energetici degli apparecchi elettrici sono l’uso di un amperometro (in vendita nei negozi di prodotti elettrici) o il nuovo contatore elettronico fornito dall’azienda dell’elettricità

Consumi medi annuali

La seguente tabella aiuta a individuare in modo semplice e rapido il consumo medio annuo di energia elettrica in una famiglia.

Fonte di consumo

Consumo annuo per

famiglie di 1-2 persone

Consumo annuo per

famiglie di 3-4 persone

Illuminazione

300 kWh

430 kWh

Cucina elettrica

350 kWh

530 kWh

Frigorifero

328 kWh

440 kWh

Congelatore

360 kWh

600 kWh

Lavatrice

130 kWh

280 kWh

Asciugabiancheria

200 kWh

410 kWh

Lavastoviglie

190 kWh

350 kWh

Televisore, apparecchi audio e video, PC

260 kWh

320 kWh

Piccoli apparecchi elettrici

450 kWh

660 kWh

Pompa di calore per impianti di riscaldamento centrali e autonomi

270 kWh

350 kWh

Altre fonti di consumo non indicate nella tabella(specificare)

kWh

kWh

Totale consumi

I dati contenuti nella tabella si riferiscono a famiglie con consumi medi e ad apparecchi di circa 5 anni d’età

Detrazione IRPEF

Per sostituzione di frigoriferi e congelatori:
Chi provvede entro il 31.12.2010 a sostituire il vecchio frigorifero, il vecchi congelatore o loro combinazione con apparecchi nuovi di classe energetica non inferiore ad A+ può detrarre le relative spese, per una quota al 20% degli importi rimasti a carico del contribuente (valore massimo della detrazione: 200 Euro per ciascun apparecchio, in un’unica rata).
Ai fini del riconoscimento della detrazione il contribuente, dovrà conservare la fattura o lo scontrino (c.d. parlante) recante i dati identificativi dell’acquirente, la classe energetica non inferiore ad A+ dell’elettrodomestico acquistato, e una ulteriore documentazione da cui si possa evincere l’avvenuta sostituzione dell’elettrodomestico.

Raccolta differenziata dei rifiuti: informazioni utili e normative

La parola Ecologia deriva dal greco “òikos” che significa casa; quindi occuparsi di ecologia equivale in un certo senso ad occuparsi della propria casa.
L’ uomo, sin dalla sua nascita ha interagito con l’ambiente, determinando così l’inizio della civiltà ” ma, in tal modo, provocando situazioni ed effetti che, spesso, hanno causato e causano modificazioni degli equilibri ambientali.
La salvaguardia dell’ambiente, ai nostri giorni, viste le prospettive e le minacce legate all’utilizzo dell’energia atomica, lo sviluppo industriale, l’aumento della popolazione mondiale e la diminuzione delle risorse, è diventata, per tutti gli uomini, un obiettivo primario.
E’ necessario che la conoscenza delle condizioni generali dell’ambiente e dei principi fondamentali che regolano le interazioni fra esseri viventi e l’ambiente non vivente,sia patrimonio di tutti e non solo di pochi studiosi e scienziati.
Infatti, pur essendo sufficiente che pochi capiscano e spieghino ciò che sta succedendo altrettanto necessario che tutti i cittadini vigilino perché ¨ tali conoscenze siano utilizzate e indirizzate verso il mantenimento delle risorse naturali e, quanto meno, degli equilibri necessari alla sopravvivenza dei singoli organismi, di cui l’uomo fa parte. In parole povere stiamo attraversando un periodo in cui i processi antropici stanno determinando modificazioni all’ambiente che si sviluppano così in fretta da dubitare delle capacità dell’uomo di capirne gli effetti e adottare in tempo le dovute contromisure. Quindi per usare un termine oggi di moda, bisogna cercare modalità di crescita” eco compatibili ” o ” eco sostenibili ”

Raccolta differenziata

La Raccolta Differenziata è definita come “la raccolta idonea a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee, compresa la frazione organica umida, destinate al riutilizzo, al riciclo e al recupero di materia. La frazione organica umida è raccolta separatamente, o con contenitori a svuotamento riutilizzabili, o con sacchetti biodegradabili certificati”.
Riduzione della produzione dei rifiuti
La possibilità di mettere in pratica misure specifiche per la riduzione della produzione di rifiuti, e quindi di prevenzione, nasce dal fatto che la quantità di rifiuti prodotti è in forte crescita. Ma non solo. La pericolosità dei rifiuti spesso incide sulla difficoltà di recupero o smaltimento ed è per questo che è necessario differenziare.
Ad incidere sull’aumento della produzione di rifiuti, e quindi sulla loro pericolosità, sono sia i nostri stili di vita protesi verso il consumo e sia la capacità del sistema produttivo di aumentare i rifiuti di imballaggio. Inoltre, non è da sottovalutare l’importanza della crescente complessità di composizione di tutto ciò che si trasforma in scarto.
Ma ognuno di noi può fare qualcosa per produrre meno rifiuti: gesti utili e a vantaggio non soltanto di noi stessi ma anche delle generazioni future e dell’ambiente in generale
I principali materiali idonei al recupero
Carta, vetro, plastica, rifiuti organici, acciaio e rifiuti pericolosi
1) Perché è utile recuperare la carta?
Per produrre 1 tonnellata di carta occorrono da cellulosa vergine:

  • 15 alberi
  • 440.000 litri di acqua
  • 4.600 kWh di energia elettrica
  • da 2 a 2.5 tonnellate di legname

Per produrre 1 tonnellata di carta occorrono da carta di recupero

  • nessun albero
  • 1.800 litri di acqua
  • 2.700 kWh di energia elettrica
  • niente legname

Lo sapevate che…
Oltre 34.000.000 sono gli italiani che fanno raccolta differenziata di questo materiale. I giornali possono essere realizzati per il 100% con carta riciclata.
9 scatoloni su 10 sono prodotti con cartone riciclato.
La carta copre quasi un terzo di tutta la raccolta differenziata domestica.
Quasi il 90% dei quotidiani italiani viene stampato su carta riciclata.
Quasi il 90% delle scatole per la vendita di pasta, calzature e altri prodotti di uso comune sono realizzate in cartoncino riciclato.
Il 100% delle scatole per prodotti più fragili o voluminosi sono realizzate in cartone riciclato.
Per smaltire nell’ambiente un quotidiano occorrono dai 4 ai 12 mesi, per un fazzoletto di carta 3 mesi.

2) Perché è necessario recuperare la frazione organica?
Ridurre i quantitativi di Ru da smaltire in discarica. Prevenire la produzione di inquinanti atmosferici che si genererebbero dalla combustione degli scarti. Ridurre rifiuti umidi e putrescibili separandoli meccanicamente da tutte le altre categorie di rifiuti presenti nei cassonetti: es. carta, plastica, vetro, metalli, stracci, ecc. Migliorare la fertilità del suolo.

Lo sapevate che…
I rifiuti organici presenti nel nostro contenitore domestica, rappresentano tra il 30-35% dei rifiuti domestici.
La frazione organica viene recuperata attraverso un processo di decomposizione e stabilizzazione denominato compostaggio. Il prodotto finale del processo di compostaggio è il “compost” ovvero un prodotto ricco di sostanze organiche stabili in possesso di importanti qualità ammendanti e fitonutritive.
Il compost è utilizzato nel settore del vivaismo-forestale, nella “costruzione” del verde ornamentale e paesaggistico, nella bonifica di siti inquinati e del ripristino di versanti degradati.

3) Perché è utile recuperare il vetro?
Per produrre vetro occorrono:
• Silice
• Soda
• Carbonato di calcio
Per produrre vetro con uguali quantità di materia prime e vetro di recupero si risparmia:
• Metà del fabbisogno di materia prima
• Un terzo di energia in quanto la temperatura di fusione è più bassa
• Emissioni in atmosfera
• La temperatura di fusione è pari a 1500 C°

Lo sapevate che…
E’ il secondo materiale più riciclato nelle case italiane: un oggetto riciclato su cinque è di vetro.
Una bottiglia torna ad essere una bottiglia…un vasetto torna ad essere un vasetto…il vetro è riciclabile all’infinito.
Come ben sapevano già gli antichi Romani, il riciclo del rottame di vetro permette il risparmio di materie prime (del 100%) ed energia (fino al 25-30%) nella produzione di nuovo vetro.
Per ottenere una bottiglia per il vino del peso di circa 350 gr. si possono utilizzare, alternativamente, 350 gr. di rottame di vetro alla temperatura di circa 1400 °C oppure 420 gr. di materie prime tradizionali (sabbia, soda e carbonato di calcio) di natura estrattiva ad una temperatura intorno ai 1600 °C
Dagli anni ’80 ad oggi, a parità di prestazioni, il peso degli imballaggi in vetro si è alleggerito in media del 15%
In Italia, a fronte di un quantitativo annuo di vetro riciclato superiore a 1.360.000 tonnellate, ogni anno vengono risparmiate materie prime di cava per circa 825.000 metri cubi e l’energia equivalente a oltre 1.400.000 barili di petrolio.
In Italia il 60% delle bottiglie è prodotto con vetro riciclato.
Il vetro ha la capacità di assorbire la luce e proteggere così per molti anni ciò che contiene.
Una bottiglia di vetro si decompone dopo 4.000 anni.
Riciclando 2,5 bottiglie (=1 Kg di vetro) si risparmiano 2 KWh = 20 lampadine da 100 W accese per 1 ora
4) Perché è utile recuperare la plastica?
Il materiale raccolto viene trasformato in nuovi oggetti d’uso (tubi per staccionate, giochi da giardino, vasi per fioriere, ecc.) e indumenti (es.: capi in pile).
La plastica recuperata si può trasformare in energia: con una bottiglia di plastica si può tenere accesa una lampadina di 60 watt per un’ora.

Lo sapevate che…
Con 20 bottiglie è possibile fare un pile.
Negli ultimi 20 anni l’uso della plastica nelle automobili è aumentato del 114% e si stima che, senza questo materiale, le auto peserebbero 200 kg in più.
Una bottiglia di plastica può rimanere in acqua o sul terreno da un minimo di 100 anni ad un massimo di 1000.
Riciclando 1 Kg ( = 25 bottiglie ) di plastica, si risparmiano ben 30 KWh = 300 lampadine da 100 W accese per 1 ora.
Il 75% del materiale utilizzato per fabbricare una maglietta può essere dato da bottiglie di bevande gassate
5) Perché è utile recuperare l’acciaio?
Si evita di estrarre materia prima dal suolo
Si risparmia energia
Si contribuisce a migliorare lo stato di qualitativo dell’aria
Ridurre i quantitativi di rifiuti da smaltire in discarica

Lo sapevate che…
• L’acciaio recuperato, dopo essere stato fuso in acciaieria, ha le stesse caratteristiche del materiale originario, per cui si può riciclare infinite volte.
• Da lamiere e lamierini si ricavano navi, biciclette, frigoriferi, auto, giocattoli, treni, etc…
• Dal lamierino rivestito di stagno, banda stagnata, si ricavano lattine, scatole, bombolette spray e tappi.
• 600 mila tonnellate di imballaggi in acciaio finiscono ogni anno nella spazzatura; è l’equivalente in peso di 600 mila automobili o di 60 grandi navi gettate in discarica ogni anno.
• Il peso di 19.000 barattoli in acciaio per conserve è la quantità per produrre un’automobile.
• 7 scatolette da 50 gr. potrebbero diventare un vassoio.
• Con l’acciaio riciclato da 2.600.000 scatolette da 50 gr. si può realizzare 1 km. di binario ferroviario.

6) Perché è necessario recuperare i rifiuti urbani pericolosi (Rup)?
I rifiuti pericolosi non vanno assolutamente abbandonati perché contengono acidi, piombo o altri metalli che sono molto dannosi per l’ambiente e per la salute dell’uomo.
Le pile, che non possono essere riciclate o bruciate, sono destinate ad appositi impianti dove subiscono un trattamento che le rende inerti.
Dalle batterie per auto si recupera il piombo.
Gli oli minerali, una volta recuperati, vengono bruciati in appositi forni per produrre energia elettrica oppure rigenerati per produrre un lubrificante di alta qualità

Il Decalogo del buon riciclatore

Per risparmiare soldi e salvaguardare l’ambiente producendo meno rifiuti
Siamo coscienti che non è possibile eliminare totalmente i rifiuti visto che sono parte integrante dei nostri consumi. Tuttavia, adoperarsi per contenere la produzione dei rifiuti significa limitarne la pericolosità. Assumere un atteggiamento più responsabile verso questo problema e fare uno sforzo insieme per invertire una tendenza è possibile: segui questi consigli.
1) Ogni anno in Italia vengono prodotti da ognuno di noi oltre 540 chilogrammi di rifiuti urbani. Raccogliere e smaltire un chilogrammo di rifiuti può costare fino a 25 centesimi per chilogrammo. Quando acquisti, pensa a quanto ti costerà buttare via quel prodotto quando non ti servirà o piacerà più.
2) Compera frutta, verdura o altri cibi calcolando i tuoi bisogni reali: se, infatti, non li consumi, c’è il rischio che vadano a male. Ricorda inoltre, di controllare le date di scadenza.
3) Leggi le etichette per il corretto dosaggio dei prodotti (ad esempio i detersivi, gli shampoo, i dentifrici, ecc.): utilizzando le giuste dosi allungherai la vita dei tuoi acquisti, siano essi cosmetici, prodotti per l’igiene della casa e della persona o la tua maglietta preferita.
4) Preferisci prodotti italiani di qualità: è minore l’impatto ambientale in fase di trasporto.
5) Impara a riconoscere i marchi di qualità ambientale di prodotto:

Privilegia quelli con la “margherita” dell’Ecolabel perché avendo ottenuto la certificazione europea hanno generato minori impatti sull’ambiente durante il loro ciclo produttivo.

Questo simbolo indica che l’azienda ha aderito al codice europeo di “buona pratica ambientale”. E’ un codice volontario elaborato dall’AISE (associazione europea che raggruppa aziende produttrici di detersivi). Il codice impegna i produttori a ridurre gli imballaggi e a promuovere presso i consumatori un uso più razionale del prodotto e dell’energia.

Biodegradabilità. Questo simbolo, che troviamo su gran parte dei detergenti per la casa, attesta l’uso di agenti tensioattivi degradabili al 90% in 28 giorni. Alcune aziende affermano che il prodotto è biodegradabile al 100% secondo i criteri fissati da test di convalida previsti dalle direttive europee.

Imballaggi riciclati o riciclabili. Entrambi nascono con la direttiva europea del 1983 sugli imballaggi. Il primo riguarda le confezioni di carta o cartone. Il secondo quelle di plastica. Entrambi possono voler dire due cose: che l’imballaggio è riciclabile ma non necessariamente riciclato, oppure che parte del materiale è riciclato. Pertanto, senza ulteriori specificazioni, questi marchi sono ambigui.

I numeri da 1 a 6 contenuti nel secondo marchio, indicano il tipo di plastica utilizzata secondo un codice prestabilito. Talvolta il numero è accompagnato anche da sigle, per una maggior precisione (es. 02 –PE-HD Ossia Politilene High Density). Il numero 7 vuole solo indicare che il materiale non è riciclabile.

6) Divertiti producendo meno rifiuti: limita l’acquisto di prodotti “usa e getta” o con imballaggi eccessivi, quando è possibile preferisci confezioni famiglia a quelle monodose.
7) Quando l’involucro non è necessario, perché non acquistare un prodotto sfuso? In tutta Europa si sta diffondendo l’abitudine di vendere prodotti “alla spina” come detersivi, vino, acqua. Si inquina di meno e si risparmia molto.
I prodotti usa-e-getta ci hanno reso negli anni più liberi, sollevandoci dall’obbligo di lavare ad esempio fazzoletti, tovaglioli, pannolini, piatti, stracci, ecc. Quando però ci accorgeremo quanto inquinano e che impatto avranno a lungo termine sull’ambiente, sarà molto difficile porvi rimedio.
9) Ci sono beni che anche di “seconda mano” funzionano benissimo, come per esempio un libro scolastico usato. Pensa quindi, prima di acquistare un bene, alla sua durata nel tempo. Anche il portafoglio ne riceverà beneficio.
10) Prima di eliminare vestiti, libri, mobili, elettrodomestici, biciclette, ecc. pensa se possono servire a qualcun altro: gli oggetti invece che essere gettati possono essere ceduti in vari modi utili, sia per te sia per gli altri. Ricorda che alcune cose che per te non valgono più nulla per alcuni valgono ancora molto.

Quando vai a fare la spesa ricorda che…

Le borse per la spesa
Vanno utilizzate più volte , soprattutto se di plastica. Sono utili anche sporte e carrellini.
Dai spazio alle ricariche
Perché è meglio cambiare la testina dello spazzolino o le lamette dei rasoi, anziché tutto l’articolo.
I detergenti concentrati
Riducono quantità e volumi dei contenitori.
Il vuoto a rendere
Permette la riutilizzazione delle bottiglie.
Gli alimenti di stagione
Fanno risparmiare energia per produzione, conservazione e trasporto.
I vasetti di vetro
Di marmellate, mieli o creme permettono il riutilizzo dei contenitori.
Salumi e formaggi
Affettati al momento evitano le confezioni sottovuoto

Vantaggi della raccolta differenziata porta a porta

 Maggiore tutela ambientale
 Facilità per il cittadino nel differenziare i rifiuti
 Aumento della quantità dei materiali recuperati ed avviati al ciclo dei materiali differenziati
 Migliore qualità delle frazioni raccolte con minore presenza di materiali non riciclabili
 Contenimento degli inevitabili aumenti del costo di smaltimento
 Maggior decoro urbano
 Strade più pulite
 Migliore viabilità e più posti auto grazie alla rimozione dei cassonetti stradali

Normativa

L’Europa e l’Italia

Direttive europee

Direttiva 91/156/CEE del 18 marzo 1991 che modifica la direttiva 75/442/CEE relativa ai rifiuti

Direttiva 91/689/CEE del 12 dicembre 1991 relativa ai rifiuti pericolosi

Direttiva 94/62/Ce del 20 dicembre 1994 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio

Decisione della Commissione 2000/532/CE del 3 maggio 2000 relativa agli elenchi di rifiuti e rifiuti pericolosi

Testo coordinato della Decisione 2000/532/CE del 3 maggio 2000 con le Decisioni 2001/118/CE del 16 gennaio 2001, 2001/119/CE del 22 gennaio 2001, 2001/573/CE del 23 luglio 2001 e con la rettifica pubblicata sulla GUCE L 262 del 2 ottobre 2001

Direttiva 2006/66/CE relativa a pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori e che abroga la direttiva 91/157/CEE

Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 2008/98/CE del 19 novembre 2008 relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive

Legislazione italiana

Decreto Legislativo 27 gennaio 1992, n. 99
Attuazione della direttiva 86/278/CEE concernente la protezione dell’ambiente, in particolare del suolo, nell’utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura

Decreto Legislativo n. 22 del 5 febbraio 1997
Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio (Decreto Ronchi)

Decreto Legislativo 22 maggio 1999, n. 209
Attuazione della direttiva 96/59/CE relativa allo smaltimento dei policlorodifenili e dei policlorotrifenili

Decreto Legislativo 4 agosto 1999, n. 372
Attuazione della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento (IPPC)

Decreto Legislativo 13 gennaio 2003, n. 36
Attuazione della Direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti

Decreto Legislativo 18 febbraio 2005, n. 59
Attuazione integrale della Direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento

Decreto Legislativo 11 maggio 2005, n. 133
Attuazione della Direttiva 2000/76/CE in materia di incenerimento dei rifiuti

Decreto Legislativo n. 151 del 25 Luglio 2005
Attuazione delle direttive 2002/95/CE, 2002/96/CE e 2003/108/CE, relative alla riduzione dell’uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonché allo smaltimento dei rifiuti.

Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 Art. 198
Norme in materia ambientale

Legge n. 296 del 21 Dicembre 2006
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007)

Legge 24 dicembre 2007, n. 244
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008)

Decreto Legislativo 20 novembre 2008, n. 188
Attuazione della direttiva 2006/66/CE concernente pile, accumulatori e relativi rifiuti e che abroga la direttiva 91/157/CEE

Legge 22 dicembre 2008, n. 203
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2009)

Decreto Legge 30 dicembre 2008, n. 208
Misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezione dell’ambiente

Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Decreto 3 settembre 1998, n. 370
Regolamento recante norme concernenti le modalità di prestazione della garanzia finanziaria per il trasporto transfrontaliero di rifiuti

Decreto 18 settembre 2001, n. 468
Programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale dei siti inquinati

Decreto del 31 gennaio 2005
Emanazione di linee guida per l’individuazione e l’utilizzazione delle migliori tecniche disponibili, per le attività elencate nell’allegato I del D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 372

Decreto 28 novembre 2006, n. 308
Regolamento recante integrazioni al decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio 18 settembre 2001, n. 468, concernente il programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale dei siti inquinati

Decreto del 29 gennaio 2007
Emanazione di linee guida per l’individuazione e l’utilizzazione delle migliori tecniche disponibili in materia di gestione dei rifiuti, per le attività elencate nell’allegato I del D.Lgs. 18 febbraio 2005, n. 59

Decreto del 24 aprile 2008
Modalità, anche contabili, e tariffe da applicare in relazione alle istruttorie ed ai controlli previsti dal Decreto legislativo 18 febbraio 2005, n. 59

Decreto 13 maggio 2009
Modifica del decreto 8 aprile 2008, recante la disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato, come previsto dall’articolo 183, comma 1, lettera cc) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modifiche

Regione Lazio
Legge Regionale 18 novembre 1991, n. 74
Disposizioni in materia di tutela ambientale. Modificazione ed integrazioni alla legge regionale 11 aprile 1985, n. 36

Legge Regionale n. 27 del 9 luglio 1998 e successive modifiche e integrazioni
Disciplina regionale della gestione dei rifiuti

Legge Regionale 6 agosto 1999, n. 14
Organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo

Deliberazione Giunta Regionale del Lazio dell’ 8 novembre 2005, n. 925
Promozione della raccolta differenziata dei rifiuti urbani ed assimilati nel Comune di Roma

Deliberazione Giunta Regionale del Lazio del 10 gennaio 2006, n. 19
Procedure per il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio di impianti mobili di smaltimento o recupero di rifiuti e criteri per lo svolgimento delle singole campagne di attività nel territorio regionale. Decreto legislativo 22/1997, art. 28, comma 7

Deliberazione Giunta Regionale del Lazio del 16 maggio 2006, n. 288
D.Lgs. 59/2005 – Attuazione integrale della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento. Approvazione modulistica per la presentazione della domanda di autorizzazione integrata ambientale (A.I.A.)

Deliberazione della Giunta Regionale del Lazio del 3 ottobre 2006, n. 624
Promozione raccolta differenziata dei rifiuti urbani ed assimilati nel Comune di Roma

Deliberazione Giunta Regionale del Lazio del 1 febbraio 2008, n. 47
Linee guida per l’adeguamento del Piano di Gestione dei rifiuti della Regione Lazio, ai sensi dell’art. 199 del D.Lgs. 3 aprile, n. 152

Deliberazione Giunta Regionale del 18 aprile 2008, n. 239
Prime linee guida agli uffici regionali competenti, all’Arpa Lazio, alle Amministrazioni Provinciali e ai Comuni, sulle modalità di svolgimento dei procedimenti volti al rilascio delle autorizzazioni agli impianti di gestione dei rifiuti ai sensi del D.Lgs. 152/06 e della L.R. 27/98

Deliberazione Giunta Regionale del 18 aprile 2008, n. 296
Linee guida agli uffici regionali per l’utilizzo delle risorse finanziarie 2008 – 2010 finalizzate allo sviluppo della raccolta differenziata e alla riduzione a monte dei rifiuti.

Deliberazione Giunta Regionale del Lazio del 1 luglio 2008, n. 451
Bonifica di siti contaminati. Linee Guida – Indirizzi e coordinamento dei procedimenti amministrativi di approvazione ed esecuzione degli interventi disciplinati dal D.lgs 3 aprile 2006, n. 152 – Parte IV – Titolo V e dalla L.R. 9 luglio 1998 n. 27 e s. m. i.

Deliberazione Giunta Regionale del Lazio del 30 aprile 2009, n. 291
Programmazione delle risorse finanziarie per gli anni 2009 – 2011 destinate al potenziamento della Raccolta Differenziata e modifiche ed integrazioni alla D.G.R. 296/2008. Approvazione Documento tecnico.