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Interrogazione centro sociale anziani

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dic 12, 2011 Commenti disabilitati admin
 PROTOCOLLO 20092 del 06-12-2011AL COMMISSARIO CENTRO SOCIALE ANZIANI
DOTT:SSA ANTONELLA BERNARDONIP.C.

ALL’ILLUSTRISSIMO PREFETTO
PREFETTURA DI ROMA
UFFICIO TERRITORIALE DEL GOVERNO
VIA IV NOVEMBRE 119/a
000187 ROMA

AL SINDACO DEL COMUNE DI CAPENA
DOTT.SSA ANTONELLA BERNARDONI

AL SEGRETARIO COMUNALE
DOTT.SSA CRISTIANA MICUCCI

 

OGGETTO: Centro sociale anziani

Il sottoscritto Consigliere Comunale Dott. Alessandro Ristich , capogruppo del Il Maestrale

PREMESSO

- che il Centro sociale anziani del comune di Capena , dovrebbe essere un luogo di intrattenimento, di incontro sociale e di servizi, principalmente destinati alle persone anziane al fine di prevenire situazioni di isolamento ed emarginazione attraverso l’organizzazione di iniziative e programmi che favoriscano l’aggregazione e il dialogo con le altre componenti della comunità locale.

- che purtroppo il Comitato di gestione del Centro Sociale Anziani, più precisamente i membri eletti dall’assemblea degli anziani, si sono rilevati, per motivi di salute e familiari, soggetti passivi, meri recettori di iniziative. ( risposta Sindaco 07-10-2011 prot. 11173 )

- che come già dichiarato dal Sindaco di Capena ( vedi risposta del 07-10-2011 prot. 11173 )
“ intento dell’Amministrazione è stato sempre quello di andare incontro alle esigenze di quella fascia di popolazione pensando che le possibilità di gestire autonomamente un Centro Sociale, fosse il metodo migliore per fare emergere l’utilità degli anziani per la società e soprattutto far crescere il senso di appartenenza alla comunità. Purtroppo il metodo non ha portato risultati sperati, per questo motivo “politico” , ma anche per motivi tecnico-amministrativi si è scelto di commissariare il Centro Sociale Anziani.”

-che considerando che il commissariamento è avvenuto in data 14-04-2010 con decreto n° 2 del Sindaco, ben 20 mesi or sono, ci si chiede cosa sia stato fatto dal commissario fino ad oggi, considerando che il Centro Sociale Anziani è completamente abbandonato a se stesso e addirittura risulta completamente chiuso la domenica con impossibilità da parte dei regolari frequentatori del centro di potersi incontrare in luogo riparato ma solo all’esterno. Tale condizione, dallo scrivente intesa come scarsa considerazione della persona umana e della sua dignità riferita a soggetti che invece dovrebbero avere un alta attenzione e rispetto , ha spinto gli stessi anziani a pubblicare un manifesto di richiesta di aiuto verso tutte le forze politiche del comune di Capena.

PERTANTO

si fa osservare a codesta Amministrazione quanto segue:
come da interrogazione del 09-06-2010 prot. 9088

1) dal 1996 a tutt’oggi non risultano redatti dal Comitato di Gestione il bilancio preventivo ed il bilancio consuntivo. Le entrate e le erogazioni di spese con allegati documenti atti a giustificare la loro regolarità non risultano rendicontati. Il contributo monetario che i soci versano al momento dell’iscrizione ed al rinnovo annuale della tessera, contributo questo che va ad integrare gli esigui contributi ufficiali, come sono stati utilizzati?. Perché gli organi di controllo non sono intervenuti richiamando il Consiglio di Amministrazione del Centro al rispetto degli adempimenti dello Statuto che disciplina la materia? Inoltre, al fine della qualificazione delle attività dei centri anziani comunali D.G.R. 1304/2004 vengono stanziati fondi dalla Direzione Servizi Sociali Regione Lazio, si chiede se in questi anni sono stati presentati e rendicontati progetti che consentano di accedere ai fondi. Tali fondi sono andati perduti o esiste una rendicontazione finanziaria? A tale proposito ricordo che con determina regionale n° D2399/2009 risulta uno stanziamento di Euro 9.575,94 a favore del Comune per progetti sulla qualificazione del centro sociali anziani del 2009 da descrivere e rendicontare.

2) Ho avuto modo di constatare che il comune ( con delibera n° 88 del 06/07/2007 e ss ) emetteva un corrispettivo per il pagamento del gestore del bagno pubblico per i servizi di pulizia, oggi non più in essere. La liquidazione avveniva con emissione da parte del Comune di un mandato con imputazione sul conto corrente bancario intestato al Centro Sociale Anziani che il presidente prelevava e che a sua volta, senza ricevuta, consegnava brevi manu al gestore del bagno pubblico la somma corrispondente al versamento effettuato dal Comune. Pertanto, poiché il principio che la giustificazione della regolarità delle spese debba essere non solo “documentale” ma anche analitica, riferita cioè alle singole erogazioni ed agli importi di esse, si richiedono tutti i documenti necessari per giustificare la regolarità delle varie erogazioni, nonché l’atto stipulato per cui sorge l’obbligazione di pagamento. Al riguardo si osserva che il principio della legalità della spesa impedisce che vengano erogate somme che non trovino la loro giustificazione in un obbligo giuridico;

3) Nei locali del Centro Sociale opera un bar.
Si fa presente che per il raggiungimento degli scopi istituzionali, il centro Anziani può svolgere attività supplementari quali: a) attività di somministrazione di alimenti e bevande non alcaliche; b)…………….c)…………Il Centro Anziani per svolgere le attività supplementari dovrà avvalersi di una Associazione Nazionale o di Volontariato o costituire presso il centro stesso una associazione senza scopo di lucro, avvalendosi degli organismi di gestione eletti nel centro. Il centro anziani o altra associazione ricevono dall’associazione nazionale un attestato di adesione. Questo attestato di adesione sta ad indicare di conseguenza che la somministrazione di alimenti e bevande non viene considerata commerciale. Se l’attività di somministrazione è affidata in gestione a terzi, questi deve essere iscritto al registro degli esercenti a norma di legge e l’attività deve essere considerata come “ commerciale” e cioè soggetta alla normativa fiscale dei pubblici esercizi.
Il gestore del suddetto centro viene nominato dall’Amministrazione mediante apposito bando.
Una convenzione ad hoc stipulata tra il Comune ed il gestore ne fissa i criteri ed i metodi da seguire. Viene indicata, tra l’altro, la durata massima del contratto, il rinnovo, il corrispettivo che il gestore deve pagare per l’utilizzo dei locali, dei quali il Comune stesso ne è affittuario. Pertanto si richiede il contratto che il Comune ha stipulato per l’affitto dei locali stessi, gli atti concernenti il rinnovo della convenzione tra Comune ed il gestore del bar, i versamenti effettuati, così come disposto ex art. 5 della convenzione, nonché le spese per le utenze ( acqua, luce, gas, ecc. ) sostenute dal Comune e, per ultimo, fornire adeguate motivazioni sulle eventuali disapplicazioni della convenzione disciplinante i rapporti tra Comune ed il gestore del bar.

come da interrogazione del 08-07-2010 prot. 9088

in riferimento all’interrogazione del 09-06-2010 prot. 9088 si richiedono ulteriori chiarimenti inerenti al contratto di locazione Rep. 1557 del 27-01-2006 in particolare:
4. in riferimento art. 6 adeguamento ISTAT che come da legge 392/78 art. 32, doveva essere aggiornato annualmente nella misura del 75% della variazioni accertate dall’ISTAT; si richiede in quale voce del bilancio sono state inserite.
5. in riferimento all’art. 14 inerente al deposito cauzionale di 1.000 euro, si richiede di sapere se gli interessi legali che maturano annualmente sul deposito vengono rimborsati annualmente o alla fine del contratto stesso? Si richede inoltre di sapere, se il deposito è stato versato su un libretto appositamente aperto.

come da interrogazione del 29-07-2010 prot. 12319

In relazione alle osservazioni formulate dal sottoscritto Consigliere Comunale , con interrogazione prot. 9088 del 09-06-2010 si prende atto che codesta Amministrazione Comunale nella risposta del 07-07-2010 prot. 11173 non è stata esaustiva su quanto specificamente richiesto e nell’insieme piuttosto confusa.
In riferimento alla risposta in oggetto di cui al punto 1, viene citata la necessità del ricorso al commissariamento del centro sociale anziani già dal 2006, a causa di una carente verbalizzazione del bilancio del 2007.

Dai documenti in mio possesso, tuttavia, non risulta affatto che il commissariamento sia iniziato nel 2006 ma bensì in data 14-04-2010 con decreto n° 2 del Sindaco.

Se in base a quanto asserito nella vs. risposta, il commissariamento era già in atto dal 2006 non riesco a comprendere il motivo per cui avete richiesto un ulteriore commissariamento nel 2010: il commissariamento del commissariamento ? perché ?.

Sempre nella risposta in oggetto è citata: “ appare comunque necessario sottolineare che da un primo esame del libro verbali del Consiglio di amministrazione in possesso del centro sociale anziani, risulterebbe che dal 1998 al 2006 ( anno di inizio della gestione commissariata ) siano stati redatti tutti gli atti previsti dalla normativa. “

La domanda è: quando è stato effettuato questo “ primo esame del libro verbali” ? Nel 2006 o solo ora a seguito del secondo commissariamento ? E dal 2006 ad oggi qual è lo stato dell’arte della gestione dei verbali di bilancio?

Per quanto riguarda il punto 2 ( pagamento del gestore del bagno pubblico per i servizi di pulizia ) e il punto 3 ( gestore del bar centro anziani ) codesta Amministrazione non ha fornito risposta in merito.

Si prega di chiarire inoltre i criteri seguiti per l’individuazione del gestore del bar centro sociale anziani e del gestore per la pulizia del bagno pubblico, parimenti dovranno essere inviati in visione i rinnovi dei rispettivi contratti

Specificamente, si richiedono gli opportuni e necessari chiarimenti in ordine alla quantificazione, per ogni anno, dell’importo che il Comune paga per il servizio di pulizia bagni, integrata con la documentazione relativa all’assunzione dell’impegno di spesa e in quale capitolo di bilancio viene imputata. Inoltre dovranno essere inviati in visione gli atti concernenti gli obblighi di natura contabile e fiscale.
Si gradirà, inoltre, conoscere gli elementi che hanno portato al non rispetto dei pagamenti alle scadenze contrattuali da parte del gestore del bar centro anziani.

Inoltre come già evidenziato nella mia precedente comunicazione del 09-06-2010, alla quale però è stata data come consuetudine una non congrua risposta come da prot. 11173, risulta che, come da determina n° D2399/2009 vi sia stato uno stanziamento di 9.575,94 euro a favore del Comune di Capena per la realizzazione di progetti dedicati alla qualificazione dell’attività del centro anziani, secondo le tipologie indicate dalla D.G.R. 1304/2004.
Inoltre già nel 2008 vi era stato un finanziamento di euro 8.736,00 sempre per progetti dedicati alla qualificazione dell’attività del centro anziani presente, ancor oggi sul bilancio Comunale al codice 4034129 risprsa 4129.

E’ inoltre chiaramente evidenziato che i Comuni debbano presentare all’area integrazione socio sanitaria il provvedimento di approvazione della rendicontazione finanziaria una descrizione del progetto entro un mese dalla conclusione dello stesso. Nel caso in cui i Comuni non presentino una precisa rendicontazione dei fondi relativi all’anno 2008 non potranno più accedere ai finanziamenti per il 2010.
A distanza di tre anni non mi risulta che i fondi del 2008 siano stati spesi ne tantomeno siano stati avviati dei progetti come indicati dalla D.G.R. 1304/2004.
Ora pur non essendoci una precisa limitazione temporale all’uso di tali finanziamenti ( come tra l’altro da Voi asserito nel consiglio Comunale del30-06-2010) è indubbio che devono essere rendicontati prima dell’erogazione del finanziamento 2010 pena la restituzione del 2008.

PER CONCLUDERE

Non posso che associarmi al nobile intento politico dell’amministrazione di voler stimolare la gestione autonoma del centro anziani con l’obiettivo di fare emergere “ l’utilità degli anziani per la società e soprattutto far crescere il senso di appartenenza alla comunità”

TUTTAVIA

Mi preme sottolineare, ed è sotto gli occhi di tutti, che è da anni che il comitato di gestione del centro non è risultato idoneo, per molteplici motivi ben evidenti a da voi evidenziati, di farsi parte attiva nella pianificazione/organizzazione di iniziative e pertanto ritengo sarebbe stato utile e politicamente corretto, data la rilevanza che l’amministrazione vuole dare a questa delicata realtà, farsi carico della gestione diretta di progetti ed iniziative dedicate a questa fascia di popolazione anziché lasciare il tutto nell’abbandono totale a maggior ragione dal momento che il Comune riceve dei fondi stanziati dalla Direzione Servizi Sociali Regione Lazio, di cui ne è direttamente responsabile sia amministrativamente che gestionalmente.

PURTROPPO

Devo constatare che ad oggi, a partire dal decreto n° 2 di commissariamento del centro promulgata in data 14-04-2010, nulla è stato fatto per sanare la situazione del centro, anzi assistiamo ad un ulteriore peggioramento dell’accesso, con l’avvenuta chiusura del centro nella giornate domenicali.
Mi chiedo a cosa sia servito effettuare il “presunto commissariamento”, che per sua natura dovrebbe servire per effettuare un cambio di rotta nella gestione ed una rigorosa applicazione del regolamento che disciplina la gestione e le attività del centro stesso.
Nell’ordinamento italiano il commissario straordinario è un dirigente pubblico (ma talvolta anche una figura politica, o addirittura lo stesso organo che ordinariamente dovrebbe esercitare poteri nella materia in cui viene nominato in via straordinaria), nominato per far fronte ad incarichi urgenti o straordinari , tramite un accentramento o un aumento dei poteri e un’azione in deroga.
Qui invece assistiamo al totale immobilismo del Sindaco nella funzione Commissario del centro; l’unico atto effettuato fino ad ora è stata l’emanazione di una delibera!!!
Un centro anziani non si gestisce a suon di delibere e di dichiarazioni di intenti , si deve ricorrere a fatti concreti, come ad esempio l’applicazione del regolamento o la semplice soluzione del problema della chiusura domenicale con l’individuazione di un incaricato per l’apertura del centro.
Se il Sindaco non è in grado di assolvere il compito di Commissario del centro, credo sarebbe opportuno procedere ad una nuova nomina OPERATIVA , che possa finalmente dare una risposta concreta al grido di aiuto sollevato dagli anziani del centro.
E’ ora di finirla con i palleggiamenti e le parole al vento.

Capena 06-12-2011

Alessandro Ristich
Consigliere Comunale
Capogruppo “Il Maestrale”