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Interrogazione su terre localita Macchie

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mag 3, 2011 Commenti disabilitati admin

ALL’ASSESSORE AL DEMANIO E AL PATRIMONIO
DOTT. GUERRINO CALICCHIA

AL SINDACO DEL COMUNE DI CAPENA
DOTT.SSA ANTONELLA BERNARDONI

P.C. AL SEGRETARIO COMUNALE

Oggetto: interrogazione con richiesta di risposta scritta ai sensi dell’art. 43, 3° comma,
del d.lgs. n. 267 del 2000.

Il sottoscritto Consigliere Comunale Dott. Alessandro Ristich, premesso:
- che con deliberazione di Giunta Comunale n. 21 del 25 marzo 2011 è stato approvato
il “piano delle alienazioni di beni immobili di proprietà comunale da classificare nel
patrimonio disponibile” ai sensi dell’art. 58 del decreto-legge n. 112/2008 convertito
con modificazioni dalla legge n. 133/2008;
- che tra i beni compresi nel piano di cui sopra vi sono anche, come si ricava
da1l’allegato “B” (“Piano delle alienazioni dei terreni”) alla summenzionata
deliberazione, terre catastalmente distinte nel foglio di mappa 1 con le particelle 3, 6,
7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31,
32, 33, 42, in località “Macchie”;
- che le terre sopra elencate sono state dichiarate di demanio collettivo nel dispositivo
della sentenza del Commissario per la liquidazione degli usi civici per il Lazio,
l’Umbria e la Toscana n. 35 del 31 ottobre 2003, passata in giudicato, essendo stata
rigettata con sentenza della Sezione speciale usi civici della Corte d’Appello di Roma
n. 11 del 26 agosto 2005 l’impugnazione proposta contro la pronuncia di primo grado
ed essendo quindi stato rigettato con sentenza delle Sezioni Unite Civili della Suprema
Corte n. 6524 del 2008 il ricorso per cassazione proposto contro la sentenza di secondo
grado;
- che le terre di cui sopra sono state qualificate di demanio collettivo anche dal perito
demaniale di nomina regionale Arch. Marta Spigarelli, sia nella sua verifica demaniale
pubblicata nel 1998 dal Comune di Capena in esecuzione di ordinanza assessorile
regionale, sia nella sua nota datata 23 giugno 2010, prot. comunale n. 10229 del 24
giugno 2010, con la quale è stata trasmessa copia della surrichiamata sentenza
commissariale n. 35/2003, emessa in un procedimento giurisdizionale nel quale era
parte, pur contumace, il Comune di Capena;
- che per le terre di demanio collettivo l’alienazione, ai sensi del1’art. 12, 2° comma,
della legge n. 1766 del 1927, è soggetta a previa autorizzazione della Regione, alla
quale l’art. 66, 5° comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 616 del 1977
ha trasferito i poteri amministrativi già spettanti nella materia degli usi civici al
Ministero dell’Agrico1tura e delle Foreste;
- che, inoltre, tale autorizzazione è condizionata alla previa assegnazione delle terre
alla categoria a) di cui all’art. 11 della legge n. 1766 del 1927;
- che, inoltre, l’alienazione delle terre di demanio collettivo è misura eccezionale,
limitata per lo più ai relitti demaniali, dovendo le stesse essere in linea dì principio
sistemate con le procedure di cui agli artt. 29, 30 e 31 del regolamento per
l’esecuzione della legge n. 1766 del 1927 sugli usi civici approvato con regio decreto
n. 332 del 1928 e agli artt. da 9 a 21 di detta legge;
- che l’art. 58 del decreto-legge n. 112/2008, convertito con modificazioni dalla legge
n. 133/2008, non si applica alle terre di demanio collettivo, detto anche demanio di uso
civico, sia perché la proprietà di tali beni, come più volte riconosciuto dalla
giurisprudenza, non è de1l’ente locale, ma collettiva, e cioè della popolazione, all’ente
locale spettando solo un potere di gestione, sia perché, essendo state trasferite alle
Regioni le funzioni amministrative statali in materia di usi civici dall‘art. 1, 3° comma,
del decreto del Presidente della Repubblica n. 11 del 1972 e dall’art. 66, 1°, 4° e 5°
comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 616 del 1977, il potere di
emanare norme di legge sulle procedure amministrative di privatizzazione delle terre
di demanio collettivo spetta ora alle Regioni, non allo Stato;
- che, di conseguenza, non può ritenersi che l’art. 58 (contenuto nel capo X intitolato
“Privatizzazioni”) del decreto-legge n. 112/2008, convertito con modificazioni dalla
legge n. 133/2008, abbia attribuito ai Comuni il potere di classificare come patrimonio
disponibile e quindi di privatizzare motu proprio terre di demanio collettivo,
appartenenti come tali alla popolazione;
- che la più volte richiamata sentenza commissariale n. 35/2003 è stata altresì trascritta
nei registri immobiliari e, di conseguenza, l’elenco delle terre da alienare non può, a
mente del 3° comma dell’art. 58 del d. -l. n. 112/2008, produrre, con riguardo alle terre
dichiarate di demanio collettivo nella detta sentenza, gli effetti che tale norma
subordine all’assenza di previe trascrizioni;
tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere Comunale Dott. Alessandro Ristich
INTERROGA
l’1-lssessore al Demanio e al Patrimonio per sapere se intenda promuovere la revoca
della deliberazione di G.C. n. 21/2011 per quanto concerne le terre di cui al foglio di
mappa 1, rinviando quindi sul punto, al fine di un approfondimento di quanto sopra
esposto, la sottoposizione del piano delle alienazioni a1l’esame del Consiglio
Comunale per approvazione di cui al 2° comma dell’art. 58 del d. -l. n. 112 del 2008.

Capena, 2 maggio 2011

Alessandro Ristich
Consigliere Comunale
Capogruppo del Maestrale

RISPOSTA

 COMUNE DI CAPENA
(Provincia di Roma)

Capena, 24 maggio 2011

Prot. n. 8840

Al Consigliere Alessandro Ristich
Sede

Oggetto: interrogazioni prot. n. 7328/7330 del 03.05.2011 prot. n. 8245/8248 del 16.05.2011
.

A seguito della delibera di C.C. del 20.05.2011 n. l4 che ha stralciato dal Piano delle
Alienazioni l`all.to B. comprendente tutti i terreni, le richieste in oggetto sono da ritenersi. come in
realtà sono, superate.
Distinti saluti.

L’Assessore al Bilancio
Guerrino Calicchia