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Istanza Alla Regione Per Terreno Localita’ Monte Cellarino

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ago 17, 2011 Commenti disabilitati admin

R.A.R.

Spett.le
REGIONE LAZIO
DIPARTIMENTO ISTITUZIONALE E TERRITORIO
DIREZIONE REGIONALE AGRICOLTURA
AREA DIRITTI COLLETTIVI
Via Rosa Raimondi Garibaldi n. 7
00145 ROMA (RM)

e p.c.

COMMISSARIATO PER LA LIQUIDAZIONE DEGLI USI CIVICI
PER IL LAZIO, L’UMBRIA E LA TOSCANA
Via XX Settembre n. 20
00187 ROMA (RM)

Oggetto: seconda istanza per revisione delle risultanze dell’istruttoria demaniale amministrativa concernente terre di proprietà comunale in Capena (RM).

Il sottoscritto Consigliere Comunale del Comune di Capena ( Rm ) Dott. Alessandro Ristich,

PREMESSO

- che il perito demaniale, incaricato dalla Regione Lazio per Capena (RM) con decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 2687 del 1993 e con successivo decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 3220 del 1994, produsse una relazione di 92 pagine datata 10 aprile 1995 diretta all’Assessore Agricoltura, Foreste e Usi Civici di codesta Regione;

- che in detta relazione il perito demaniale di cui sopra elenca a pag. 54 e 55 quelli che egli ritiene i “TERRENI COSTITUENTI IL DEMANIO CIVICO DEL COMUNE DI CAPENA” (grassetto e sottolineatura nell’originale del testo citato), e cioè i terreni “di originaria proprietà comunale” (ibidem);

- che a pag. 55 della succitata relazione il perito, tra i provvedimenti amministrativi che hanno interessato i terreni di demanio civico comunale a Capena, menziona, senza indicarne gli estremi o la data, un provvedimento in forza della quale il Comune di Capena fu, ai sensi dell’art. 12 della legge n. 1766 del 1927, autorizzato a permutare “Ha 1.74.27 di terreno di uso civico in vocabolo Monte Cellarino distinto in catasto alla Sez. II mapp. 1395 con portone (sic) del fabbricato sito in Via S. Luca”;

- che lo stesso provvedimento è menzionato a pag. 15 della relazione di cui si tratta come “Decreto del Ministro per l’Agricoltura e le foreste del 13 gennaio 1940, con il quale si autorizza il Comune di Capena a permutare un appezzamento (di) terreno di uso civico di Ha 1.74.27, in vocabolo “Montecellarino”, distinto al catasto al n° 1395 Sez. II^, con un vano al piano I^ ed un magazzino al piano terreno del fabbricato sito in via S. Luca in Capena, di proprietà del Sig. Alei Paolo, per farne sede del “Nucleo Comunale Famiglie Numerose””;

- che, per quanto concerne il terreno distinto nel cessato catasto di Capena dal mappale 1395 della sezione II, deve osservarsi quanto segue:
a) l’estensione complessiva del mappale in questione, come si ricava dalla matrice del cessato catasto rustico di Capena – consultabile presso la sezione distaccata dell’Archivio di Stato di Roma in via Galla Placidia n. 93/a – e precisamente dalla partita n. 91, era di ha 3.69.50, ovvero di 36.950 metri quadri;
b) conseguentemente, l’autorizzazione all’alienazione, di cui al summenzionato provvedimento ministeriale datato 13 gennaio 1940, non interessò l’intero mappale, come parrebbe ritenere il perito demaniale nella sua sopra citata relazione, ma solo una parte di esso, inferiore alla metà della superficie complessiva;
c) quanto detto al punto b) risulta anche da quanto esplicitamente detto in una deliberazione datata 11 marzo1939 del Podestà di Capena, il cui originale si conserva presso l’archivio storico del Comune di Capena, riordinato fin dal 2004: con la menzionata delibera podestarile si manifestò, da parte del Comune, la volontà di cedere tramite permuta parte del predetto mappale 1395 e in essa si legge che i 17.427 metri quadri da cedersi da parte del Comune di Capena erano quelli che per detto terreno rimanevano nel possesso del Comune “dopo la detrazione delle quote usurpate dai limitrofi confinanti”;
d) con atto a rogito del Segretario del Comune di Capena in data 7 giugno 1940, n. 81, registrato a Castelnuovo di Porto il 15 luglio successivo al n. 12 vol. 48 atti pubblici, trascritto alla Conservatoria dei Registri Immobiliari di Roma il 13 settembre 1940 con il numero di formalità 16885, il Comune di Capena cedette a titolo di permuta al Sig. Paolo Alei fu Giovanni un appezzamento di terreno della superficie di ha 01.74.27 in località Monte Cellarino, parte del terreno distinto in catasto dal mappale n. 1395 della sezione II;
e) come risulta dal trasporto o mutazione num. 1107 del cessato catasto rustico di Capena, conservato presso la sezione distaccata dell’Archivio di Stato di Roma la quale ha sede a Roma in via Galla Placidia n. 93/a – in data 10 ottobre 1940 il mappale 1395 venne frazionato d’ufficio nei subalterni 1, 2 e 3, estesi rispettivamente 10.880, 8.640 e 17.430 metri quadri;
f) dalla predetta mutazione n. 1107 si evince altresì che con voltura n. 296 datata 10 ottobre 1940 e contestuale al frazionamento d’ufficio venne catastalmente annotata la cessione del subalterno 3 del mappale 1395 da parte del Comune di Capena a Paolo Alei con la permuta di cui sopra si è detto;
g) avendo alcuni cittadini capenati scritto una lettera datata 24 novembre 1940 diretta al Commissariato per la liquidazione degli usi civici, cui perveniva il 29 di quel mese con numero di protocollo 1877, per sapere, tra le altre cose, “se il terreno in Vocabolo Monte Cellarino, di proprietà del Comune, sia demaniale”, il Commissario rispondeva, con una lettera diretta al Podestà del Comune di Capena, che esso era ancora gravato da usi civici di semina e di legnatico “giusta la Concordia stipulata il 23 dicembre 1617 tra il Monastero di San Paolo fuori le mura di Roma e la Comunità ed uomini di Leprignano”;
h) già in lettera datata 8 aprile 1938, prot. n. 928, diretta dal Podestà del Comune di Capena a S.E. il Commissario Regionale per la liquidazione degli usi civici e avente ad oggetto “Usurpazioni quote stradoni demaniali o di uso pubblico del Comune di Capena”, si affermava quanto segue: “Nel territorio di Capena e precisamente negli stradoni comunali: Armentiera Manciano e terreno Allamata; Armentiere verso il Passo di Fiano; S. Marco Capocroce; Mola Saracena, Provinciale e Passo Cavallone; Maleranca e Lazzaretto; Ponte Storto a Capena, Passo Romano; Ponte Storto a Capena, Capotosto; Montececchitto e S. Cristina; Provinciale per Morlupo; Fornace; già addetti al transito del bestiame, e nei terreni: Voc. Macchia Tonda; Ara Piscina; Montecellarino; Li Pozzi, si sono verificate notevoli usurpazioni da parte di proprietari confinanti con gli stradoni e terreni suddetti”
i) a pag. 21 della relazione datata 27 luglio 1930 del Geom. Paolo Prestìa, nominato istruttore perito per l’accertamento e la sistemazione delle terre di uso civico in Leprignano con decreto commissariale in data 3 luglio 1929, allegata alla relazione di verifica demaniale del perito nominato da codesta Regione per Capena con i surrichiamati decreti presidenziali del 1993 e del 1994, sono annoverati [lettera c)] tra i terreni comunali “tuttora soggetti al diritto di pascolo e di legnatico e di semina”, e quindi di demanio collettivo, quelli distinti con i mappali 1395, 1406 e 1407, per un’estensione complessiva di 38.790 metri quadri;
l) che il terreno distinto nel cessato catasto di Capena con il mappale 1395 della sezione II, già appartenente ad un ente ecclesiatico denominato “Cappellanìa Pezza”, pervenne al Comune di Capena per una quota indivisa pari alla metà con atto rogato in data 18 giugno 1874 dal Notaio in Castelnuovo di Porto Antonini e per la restante metà con atto a rogito del medesimo Notaio in data 15 dicembre 1879;

- che il Comune deve poter operare, per quanto concerne il proprio patrimonio, compreso il demanio civico di sua gestione, in un quadro per quanto possibile di certezza sulla consistenza del medesimo, recuperando quanto prima ciò che fosse da recuperare;

- che i princìpi di economicità e di efficacia dell’azione amministrativa, stabiliti dall’art. 1, 1° comma, della legge n. 241 del 1990, impongono che si correggano tempestivamente eventuali lacune e inesattezze che si riscontrassero nelle istruttorie demaniali amministrative e che ne influenzassero le conclusioni, non lasciando che tali eventuali lacune e inesattezze permangano per anni, lustri o decenni;

- che anche di recente, ribadendo una giurisprudenza ormai costante, la Sezione Speciale Usi Civici della Corte d’Appello di Roma, nella motivazione della sentenza n. 17 del 2011, ha ribadito che le istruttorie demaniali amministrative non generano alcun effetto preclusivo circa la determinazione della natura giuridica dei terreni, da ciò derivando che esse possono essere riviste alla luce di elementi non presi in considerazione nella loro redazione;

tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere Comunale, alla luce della sopra puntuali e dettagliate indicazioni, la cui esattezza è agevolmente e prontamente verificabile in archivi pubblici quali l’Archivio di Stato di Roma (sede centrale e sede distaccata), l’archivio del Commissariato Usi Civici in Roma, la Conservatoria dei Registri Immobiliari, l’archivio storico del Comune di Capena, chiede che codesta Regione, tramite l’articolazione burocratica competente, promuova procedimento di revisione delle risultanze della verifica demaniale di cui sopra per quanto riguarda il mappale 1395 della sezione II del cessato catasto di Capena.
Il sottoscritto chiede inoltre di sapere, ai sensi della normativa sul diritto di accesso, quando e con quale numero di protocollo la presente è stata assunta al protocollo regionale e l’identità del responsabile del procedimento.

Capena, ………..

Alessandro Ristich
Consigliere Comunale
Capogruppo “Il Maestrale”

 

RISPOSTA

REGIONE LAZIO

DIREZIONE REGIONALE AGRICOLTURA
AREA DIRITTI COLLETTIVI

Prot. N 506694 DA/10/19
RIFERIMENTO alla nota del 17 agosto 2011

Spigarelli Marta
Via S. Giovanni. 35
00137 RomaE p.c. Ristich Alessandro
Via Morlupo. 114
00060 Capena (RM)

OGGETTO: Comune di Capena. Istanza per revisione risultanze istruttoria demaniale. Trasmissione
fascicolo.

Unitamente alla presente. nel trasmettere la nota in oggetto, pervenuta in data ZZ agosto us ed
assunta al protocollo con il n. 367746. si interessa la S.V. a voler procedere agli ulteriori accertamenti del
caso fornendo opportuna relazione. entro giorni 30 dal ricevimento della presente.

Il Direttore Regionale
Dr. Roberto Ottaviani