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Ricorso avverso delibera G.C. n° 21

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mag 13, 2011 Commenti disabilitati admin

AL SINDACO DEL COMUNE DI CAPENA
DOTT.SSA ANTONELLA BERNARDONI

Oggetto: ricorso amministrativo ai sensi dell’art. 58, 5° comma, del decreto-legge n. 112 del 2008,
così come convertito con modifiche dalla legge n. 133 del 2008.

Il sottoscritto Dott. Ristich Alessandro, nato a Roma il 28-09-1954, residente a Capena in Via Morlupo 114,

PREMESSO

- che con deliberazione di Giunta n. 21 del 25.03.2011 codesto Comune ha, ai sensi dell’art. 58, 1° comma, del provvedimento normativo di cui in oggetto, individuato beni immobili ricadenti nel proprio territorio di competenza, ritenuti suscettibili di dismissione, e che, all’uopo, ha redatto appositi elenchi, allegati alla menzionata deliberazione, nei quali sono riportati rispettivamente i fabbricati e i terreni, tra questi ultimi includendo, nell’allegato “B”, anche numerosi appezzamenti comunali in località “Macchie”, distinti in catasto da mappali del foglio 1;

- che, secondo quanto riportato nelle stesse premesse della deliberazione di cui sopra, l’inserimento degl’immobili nel piano di cui sopra ne determina la classificazione come patrimonio disponibile, ai sensi dell’art. 58, 2° comma, del d.—l. n. 112 del 2008;

- che le terre comunali in località “Macchie”, catastalmente distinte nel foglio di mappa 1, sono state dichiarate di demanio collettivo o civico con sentenza del Commissario per la liquidazione degli usi civici per il Lazio, 1’Umbria e la Toscana n. 35 del 2003, passata in giudicato e trascritta nei registri immobiliari;

- che, secondo la costante giurisprudenza, i beni di demanio collettivo o civico sono proprietà della popolazione e che l’ente esponenziale della stessa, Comune o Università Agraria, ha con riguardo ad esse solo un potere di gestione;

- che l’alienazione di terre di demanio collettivo o civico è subordinata a previa autorizzazione, di competenza regionale ai sensi del combinato disposto degli artt. 12, 2° comma, della legge n. 1766 del 1927, e 66, 4° e 5° comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 616 del 1977;

- che l’autorizzazione regionale è, a suo volta, subordinata, come riconosciuto anche dalle sentenze delle Sezioni Unite Civili della Cassazione n. 6017 del 1980 e n. 11265 del 1990, alla previa assegnazione delle terre alla categoria a) di cui all’art. ll della legge n. 1766 del 1927, e cioè alla loro classificazione come terreni convenientemente utilizzabili come bosco o come pascolo permanente, in conseguenza della loro qualità colturale;

- che l’alienazione ex art, 12 della legge n. 1766 del 1927 deve, peraltro, ritenersi riservata a casi eccezionali di “relitti demaniali”, cioè di appezzamenti isolati non più razionalmente sfruttabili da un punto di vista agricolo in conseguenza della propria ubicazione;

- che la legge n. 1766 del 1927, agli articoli 9-10 e 13-21, prevede apposite procedure per la sistemazione dei demani civici, le quali contemplano anche la possibilità di privatizzazione di tali terre attraverso legittimazione (artt. 9-10) o affrancazione dopo quotizzazione (artt. 13-21), sempre tuttavia connesse al miglioramento agricolo del terreno di demanio civico, restando escluso che questo possa essere venduto a qualcuno per il solo fatto che sia disponibile a comprarlo, senza alcuna considerazione delle migliorie agricole apportate o meno;

- che dalla pubblicazione della verifica demaniale amministrativa espletata dal perito di nomina regionale nel 1998 sono trascorsi oltre due lustri senza che mai il Comune di Capena abbia promosso la redazione di un progetto di sistemazione delle terre in questione ai sensi degli ant. 29 e seguenti del regolamento sulla legge degli usi civici approvato con regio decreto n. 332 del 1928;

CONSIDERATO

- che, dunque, l’inseriment0 di terre di demanio collettivo o civico in una procedura di alienazione o dismissione ai sensi dell’art. 58 del d.-l. n. 112 del 2008 si dimostra contrario alla lettera e allo spirito di tutta la normativa speciale in materia di usi civici;

- che la legittimazione a ricorrere ai sensi de1l’art. 58, 5° comma, del d.-l. n. 112 del 2008 avverso l’inserimento di terre di demanio civico comunale negli elenchi di cui all`art. 58, 1° comma, dello stesso d.-l. deve riconoscersi a ogni residente, che faccia parte della collettività interessata;

tutto ciò premesso e considerato, il sottoscritto RICORRE avverso la deliberazione di G.C. n. 21 del 25.03.2011 ai sensi dell’art. 58, 5° comma, del d.-1. n. 112 del 2008, affinchè detta deliberazione sia annullata nella parte in cui include negli elenchi di cui all’art. 58, 1° comma, dello stesso d.-l. le terre comunali in località “Macchie”, distinte catastalmente nel foglio di mappa 1, analiticamente indicate con i rispettivi numeri di particella nell’allegato “B” alla deliberazione medesima.

Capena, 13.05.2011

Dott. Alessandro Ristich

RISPOSTA

 COMUNE DI CAPENA
(Provincia di Roma)

 

Prot. 11467
Preg.mo Dott. Alessandro Ristich

Oggetto: ricorso amministrativo ai sensi dell’articolo 58, comma 5, del D.L. n. ll2/2008 e ss.mm.ii. — Prot.
8254 del 16.05.2011.

IL SINDACO

PRESO ATTO del ricorso in oggetto presentato dal Dott. Alessandro Ristich in data 16.05.2011 avverso la Deliberazione della Giunta Comunale n. 2l del 25.03.2011 per il suo parziale annullamento “nella parte in cui include negli elenchi di cui all’art. 58, 1° comma, della stesso D.L. le terre comunali in Località Macchie distinte catastalmente nel foglio di mappa 1 …” ;

VISTA la Deliberazione della G.C. n. 53 con la quale l’Amministrazione comunale, preso atto che
nell’Allegato B delI’impugnata Deliberazione G.C, n. 2l/2011 erano state inserite particelle di non
immediata disponibilità dell’Ente, ha provveduto ad annullare la Deliberazione di cui trattasi rettificandone l’allegato B con l’esclusione delle particelle relative al Foglio 1 Località Le Macchie;

CONSIDERATO CHE allo stato è rilevabile la “cessazione della materia del contendere”, fattispecie che si determina giurisprudenzialmente quando |’operato successivo della parte pubblica si rivela integralmente satisfattivo dell’interesse azionato. Nel caso in esame non può che evidenziarsi come i provvedimenti ulteriormente adottati dal Comune di Capena abbiano dato luogo alla integrale soddisfazione dell’interesse azionato dal ricorrente, che mirava ad ottenere l’annullamento dell’atto così come richiesto. Tale risultato è stato conseguito con l’adozione della citata Deliberazione G.C. n. 53/2011 e la sua successiva pubblicazione nelle forme di Legge avvenuta in data l3.05.2011.

Venendo soddisfatta la pretesa della parte ricorrente, può ben dichiararsi la cessazione della materia delccontendere.

TANTO PREMESSO

DICHIARA il ricorso n. Prot. 8254 del 16.05.2011 improcedibile per cessata materia del contendere.

ll presente provvedimento viene notificato al ricorrente nelle forme di Legge e comunicato alla Giunta
Municipale.

Capena, lì 30 GIUGNO 2011

ll Sindaco
Dott.ssa Antonella Bernardoni